La luna di miele è finita?

 

Essere accusati di fare battaglie di retroguardia, quando invece si è convinti di condurre una azione riformatrice. Berlusconi si trova dopo mesi di idillio con l’opinione pubblica a registrare il primo momento di incomprensione rispetto alle iniziative governative. La riforma, piccola in verità, sulla scuola e la battaglia in sede Ue contro le misure a favore del clima e dell’ambiente, nascono da esigenze veramente riformatrici o da mere necessità di cassa? Il punto è fondamentale per comprendere l’imprevisto scollamento in atto fra opinione pubblica e governo.

 

Perché l’opinione pubblica appare disorientata quando il governo decide di scardinare due tabù del politicamente corretto ai quali siamo stati abituati da anni a rendere omaggio? Il primo è il sacro diritto della protesta e della libera espressione del proprio dissenso che può sfociare in quello che è ormai un appuntamento immancabile del calendario scolastico, come Natale e Pasqua, ovvero la occupazione e l’autogestione dei licei e delle università. Impedirlo con l’invio delle forze dell’ordine appare non solo spropositato, ma addirittura frutto di una grave mancanza di conoscenza di quelli che sono ormai i riti del moderno processo educativo italiano. Volerlo impedire ha reso solo più entusiasmante per i ragazzi e i loro buoni e cattivi maestri volerlo celebrare, soprattutto sotto i riflettori dei media. Il secondo tabù è quello contro la difesa dell’ambiente e il salvifico Protocollo di Kyoto. Dissacrare un tabù senza farne comprendere le ragioni porta ad una inevitabile scollamento fra chi quella scelta la compie e chi la osserva disinformato.

 

Una scelta meramente in difesa delle nostre imprese e dunque di cassa, oppure come sottolinea Il Foglio, una nuova battaglia di avanguardia di Berlusconi contro il politicamente corretto anche sul tema ambientale? Se si tratta solo della prima sarà difficile recuperare il consenso sul punto, se invece la motivazione nasce dalla seconda ipotesi, con il tempo necessario, anche questa nuova idea berlusconiana potrà essere “recepita” dall’opinione pubblica, come tante alte che appena lanciate crearono scandalo per poi divenire comunemente accettate. Peccato non aver iniziato prima la “spiegazione”.

 

Del resto fino a quando Berlusconi si è mosso per mantenere fede alle promesse elettorali con capacità e caparbietà l’opinione pubblica ha gradito. Nel momento in cui prende scelte non sostenute da una precedente “spiegazione” e motivazione l’opinione pubblica trova più consolatorio rifugiarsi nello stereotipo conosciuto, piuttosto che analizzare le reali motivazioni delle nuove scelte. Un esempio illuminante per comprendere il punto è il tema caldo della crisi economica. Tremonti e Berlusconi furono chiarissimi in campagna elettorale e una volta che la crisi si è presentata puntuale hanno avuta la fiducia dell’opinione pubblica.

 

Dalle ultime vicende possiamo trarre l’insegnamento che in un mondo dove la velocità dell’informazione è un elemento decisivo per la costruzione del consenso, la capacità di dominare i temi e di anticipare le motivazioni delle scelte appare l’unico metodo per creare una reale adesione preventiva alle iniziative governative.


  1. Pensa che a me sono i punti che più piacciono la riforma scolastica e FINALMENTE il NO ad un protocollo ambientalista ASSURDO.
    Credo che ne dovrò fare un pezzo

  2. Leogan

    Penso che la fine della luna di miele dipenda dal fatto che gli effetti delle decisioni prese
    dal Governo soprattutto in giugno/luglio cominciano a manifestarsi e ad essere recepiti dagli italiani. Mi ricordo che un provvedimento fiscale da 36 Miliardi di euro venne approvato in Consiglio dei Ministri in 9 minuti e mezzo.
    Ossia i Ministri non l’hanno neanche letto, e forse solo dopo hanno capito che sarebbe toccato a loro applicare i tagli decisi da Tremonti per coprire le spese derivanti dall’estensione della abolizione dell’ICI ai proprietari più abbienti, dal rilancio della costruzione del Ponte sullo Stretto, dalla copertura dei debiti di Alitalia (che è bene ricordare è fallita e non è stata salvata), e via discorrendo.
    La Gelmini sta facendo esattamente questo, arrampicandosi sugli specchi per portare a casa la quota di tagli imposta da Tremonti. Non c’e’ nessun discorso di riforma dietro, nessun disegno che metta l’alunno al centro.
    E poi, vorrei ricordare che si stanno modificando le leggi introdotte dalla Moratti, non da un governo di centrosinistra. Come mai quella riforma magnificata qualche anno fa, adesso non è più adeguata?




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