Veltroni sceglie lo stile Di Pietro.

E scontro sia. Veltroni scavalca Di Pietro sul fronte dell’antiberlusconismo è va giù duro contro il Premier, paragonandolo a Vladimir Putin. L’intervista  domenicale a Cazzullo sul Corriere della Sera è di quelle che segnano un’epoca e annunciano una nuova strategia politica e comunicativa. Walter il “buono”, Walter il politicamente corretto cambia registro e attacca in modo frontale il suo avversario. La campagna elettorale di primavera e l’incontro con la stretta di mano del dicembre scorso appaiono cartoline sbiadite di un’altra era politica.

 

Veltroni cerca la rissa. Guarda da un lato allo smottamento di voti dal Pd verso Di Pietro e la sinistra radicale e nota dall’altro come la società e l’elettorato siano “contagiati” da una condivisione di valori che il centrodestra propone e che ripugnano la sua visione di società e di Stato. In più ha l’esigenza di chiuder in fretta l’attenzione mediatica sul caso Alitalia, che nonostante il suo sforzo comunicativo viene considerata dall’opinione pubblica un altro successo del governo.  E così sceglie di anticipare l’avversario chiudendo ogni ipotesi di confronto. Del resto la campagna di autunno si annuncia carica di appuntamenti “frontali” per il Pd contro il governo: la raccolta di firme e la manifestazione di ottobre, gli scioperi generali di settore annunciati dalla CGIL, la sfida elettorale in Abruzzo.

 

Veltroni ha davanti a sé una lunga stagione di opposizione fino al prossimo appuntamento elettorale del 2013. Oggi annuncia che questa legislatura farà a meno del riformismo dialogante con l’avversario come proposto in campagna elettorale. La linea Di Pietro fatta di piazze, di firme e urla contro il “dittatore” può essere quella vincente. Inoltre il l Pd torna a guardare e a rapportarsi in modo osmotico con la CGIL, lasciando una parte del partito isolata nel suo rapporto storico con la CISL e probabilmente sacrificherà sull’altare dell’antiberlusconismo anche la riforma della giustizia che il dialogante Violante stava tessendo con il Pdl.  

 

Vedremo gli effetti prima nei sondaggi e poi nei prossimi appuntamenti elettorali della nuova linea del leader del Pd.




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