Il rossetto di Sarah

 

 

Screditare Sarah Palin e depotenziare il suo pericolosissimo fascino, che ha già conquistato l’80% delle donne bianche d’America. Ecco l’unico obiettivo che si sono dati nello staff di Obama dopo la convention repubblicana e che il National Enquirer, giornale scandalistico d’oltreoceano si è incaricato di  realizzare. E così il “novella duemila” americano detta la linea politica di Obama.

 

Il rossetto di Sarah è divenuto il feticcio della campagna elettorale americana. Che sia l’icona per dimostrare la grinta della Governatrice, quando si definisce un “pitbull con il rossetto” o che sia il contrappasso linguistico che utilizza senza badare alle conseguenti polemiche Obama per svilire la Palin dicendo che “un maiale con il rossetto resta sempre un maiale”, il rossetto della vice di MacCain eccita le fantasie degli americani. E adesso lo si cerca soprattutto sulle camice egli uomini dell’Alaska, come prova regina della spudoratezza  della governatrice intenta fra una battuta di pesca e una trivellazione a tradire l’eterno marito impegnato in lunghe trasferte lavorative. Insomma sempre meno politica e sempre più telenovela. Ma del resto l’immagine pubblica dei politici in America è sostanza ben oltre la forma.

 

Per il momento MacCain regge nei sondaggi post convention, sfruttando ancora la scia del prevedibile rimbalzo. Obama, costretto a polemiche linguistiche sulla “inventata” gaffe sulla sua fede, decide di attaccare Sarah per depotenziare quello che a tutti i commentatori americani sembra essere il turbo inserito dai repubblicani alla debole campagna di MacCain. Del resto anche questa battuta di Obama per alcuni  è stata montata ad arte dallo staff repubblicano.

 

Per il momento quello che appare evidente è che di crisi economica mondiale, di crisi in Caucaso e  di tutto quello che il prossimo presidente si dovrà occupare dal 4 gennaio 2009 non c’è ancora traccia nei dibattiti e nei resoconti mediatici.

 


  1. 1 McCain, è l’economia stupido!. « minipolitica Weblog

    […] prendere scelte inaspettate e clamorose, capaci di ridare un senso alla sua campagna. Prima Sarah Palin, oggi la scelta di contrastare la politica economica di Bush, sostenuta dal suo […]




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