Sondaggi, emorragia Veltroni. Dove vanno i voti del Pd? A Di Pietro o alla sinistra radicale?

 

Riprende l’attività politica e tornano puntuali i sondaggi per testare il gradimento del governo (alto) e del premier (altissimo), oltre alle intenzioni di voto degli italiani. Il quadro sembra consolidarsi: il Pdl oltre il 40%, il Pd ben sotto il 30%. Se tutti i sondaggi effettuati a settembre dagli istituti registrano chiaramente questo dato, un altro sembra invece essere molto controverso, oltre addirittura il margine di errore statistico. Ovvero il voti in uscita del Pd dove vanno? Per alcuni (già Digis in luglio, e oggi Crespi e soprattutto Ipsos) è Di Pietro a fare incetta del consenso perso da Veltroni, raddoppiando o quasi il risultato delle politiche e attestandosi oltre il 7%. Per altri, soprattutto Euromedia i fuoriusciti dal Pd tornerebbero addirittura su posizioni ancora più radicali, verso i partiti dell’allora Arcobaleno e Di Pietro di fatto non riuscirebbe a migliorare il dato delle politiche, restando sotto il 5%.

 

Il punto è fondamentale per determinare le scelte politico/legislative in materia di legge elettorale in vista delle europee della prossima primavera. Con una eventuale soglia di sbarramento al 5% l’ipotesi di una rinnovata aggregazione a sinistra  del Pd tornerebbe di attualità, mentre Di Pietro dando retta ai dati a lui più favorevoli potrebbe correre in tutta tranquillità da solo superando facilmente la soglia.

 

Ma prima delle europee ci sarà un test elettorale molto importante, soprattutto per gli equilibri nel centrosinistra. Le regionali del 30 novembre e del primo dicembre in Abruzzo, dove si vota anticipatamente per il rinnovo del consiglio regionale, a causa dell’inchiesta della Procura di Pescara sulle presunte tangenti nel mondo della sanità che hanno portato all’arresto e alle dimissione del governatore Ottaviano Del Turco. La campagna di Abruzzo per Di Pietro potrebbe essere una vetrina nazionale importantissima. Ottenere il candidato presidente del centrosinistra prima  e superare il Pd in termini percentuali di consenso poi, potrebbero essere risultati alla portata dell’Italia dei Valori, con effetti significativi negli equilibri di forza all’interno della opposizione nazionale.

In un quadro di consolidamento delle posizioni governative, comprendere chi determina la rotta dell’opposizione diviene l’asset più importante nella strategia dei due schieramenti.




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