Analisi del voto.

Ha vinto il nord, ha vinto il coraggio di Berlusconi di semplificare il quadro politico lasciando fuori dalle coalizioni pezzi importanti di consenso antisinistra (Udc e La Destra): ovvero ha rinunciato all’’8% degli elettori pur di ritrovarsi affianco solo alleati ai suoi occhi fedeli. Il paese così avrà un governo stabile numericamente e ristretto ed omogeneo politicamente. La strategia di Berlusconi è stata vincente. Ha conquistato tutte le regioni in bilico (Lazio, Abruzzo, Sardegna, Calabria e Liguria) al senato e ha straripato al Nord grazie al dato eccezionale delle Lega. Premiata la battaglia su Alitalia, divenuta icona di quel nord che crede di poter ancora far volare il paese.

Il Pdl e il Pd non superano il 40% ma la strategia delle microalleanze con Lega e l’Mpa e l’Idv è risultata premiante, soprattutto per Bossi e Di Pietro, che fanno sfruttato al meglio la presenza del loro simbolo (storico) nella scheda elettorale. Si salva Casini che entra in tutti e due i rami del parlamento, ma con un ruolo che politicamente diviene marginale. Sarà interessante valutare il dato dei flussi elettorali dello scudo crociato. Probabilmente recupera molto dall’ex elettorato della Margherita e cede voti al Pdl. Ora Casini deve inventarsi un futuro e non sarà facile.

Scompare la sinistra comunista dal parlamento. L’operazione arcobaleno è stata fallimentare, oltre ogni pessimistica previsione.  La lista guidata da Bertinotti perde consenso sia a sinistra verso i partiti che si rifanno esplicitamente al comunismo (Sinistra Critica e PCL) che a destra verso il Pd che ha attratto elettori pragmatici grazie all’idea del voto utile per la governabilità.

La Destra non si espande oltre il 2,5% .

La transizione politica si avvia alla sua fuoriuscita dal tunnel, ma non è ancor finita.

Berlusconi probabilmente dividerà il suo impegno da un lato a governare il difficile momento di crisi che attanaglia il paese e dall’altro aprirà il tavolo delle grandi riforme istituzionali e sociali che l’Italia attende insieme alla opposizione.

Berlusconi vuole lasciare un segno concreto nella storia della repubblica italiana. Nei prossimi 5 anni cercherà di modificare la seconda parte della costituzione e conseguentemente la forma di governo. L’Italia da un sistema parlamentare puro passerà ad un sistema con un maggior potere nelle mani dell’esecutivo.

Infine sarà riscritta la legge elettorale, probabilmente sul modello spagnolo.


  1. io spero che faccia quello che hai scritto negli ultimi 2 paragrafo, e temo invece che ripeta gli errori da capo (intercettazioni, giustizia ad hoc, ecc. ecc.)

  2. antonellobarone

    ciao luca,
    grazie per il commento.
    La guerra civile degli ultimi 14 anni credo che sia finita.
    Veltroni ha fatto una operazione per il futuro, sapendo di uscire sconfitto oggi, ma costuendo una prospettiva di governo credibile per le prossime occasioni. Credo che sulle riforme si siano già intesi. La rifoma costituzionale e la legge elettorale che hanno concordato porteranno ad una stabilizzazione di questo bipartitismo. Un elemento positivo, perchè potrebbe essere il lascito “vero” del berlusconismo. Stiamo a vedere!

  3. ciao.
    non voglio fare un’analisi del voto perchè ne sono state fatte troppe. Una cosa è certa. L’affermarsi di due potenze poliche (onore delle armi a Veltroni) affiancate da partiti territoriali, evidenzia secondo me la necessità di assumere le forme di uno Stato federale per meglio poter concentrare le risorse in funzione delle necessità locali. Ringrazio Veltroni perchè in 3 mesi ha ucciso il comunismo da battaglia. Adesso, lo aspettiamo al varco delle riforme, insieme a Berlusconi ovvio che deve fare quello che fin’ora ha solo accennato.
    Ciao

  4. blobbster

    Ciao,

    da candidato nella lista “Amici di Beppe Grillo” faccio parte degli sconfitti e chi conosce il mio pensiero, sa quanto trovi nefasto il ritorno del Berlusca.

    Ma dentro di me, c’è un germe di ottimismo: la parte intelligente dell’opinione pubblica può organizzarsi e collaborare via internet in maniera tale da influenzare positivamente l’operato di chi ci governa.

    Io credo fortemente che, al di la degli schieramenti ideologici e partitici, tutte le persone per bene e oneste, hanno a cuore il benessere della collettività.

    Buon lavoro,

    Blochin Cuius

    http://www.blochincuius.com

  5. Ora non hanno più nessuna scusa per fare le riforme. Quindi che riforme siano.

    Certo che pero’ il modus operandi non è dei migliori, guardate qui..

    Leggete bene tutto e fatevi una idea di cosa accade…

    http://littlejhon.wordpress.com/2008/02/01/per-una-bergamo-diversae-spunta-angiolo

    Ciao Gio’

  6. ROBERTO IOSSA

    A 71 anni, a Berlusconi non resta che governare passando da una “storia italiana” alla “Storia Italiana”… con un occhio al Quirinale.

    A Fini, ma anche Casini, la possibilità di trasformare l’idea di un partito moderato di massa del terzo millennio in realtà: in futuro si potrà conare sempre meno sul carisma “reganiano” del “capo”.
    Anche a noi il compito di seminare oggi per raccogliere domani, nelle nostre realtà.
    Il futuro dei Moderati è nelle nostre scelte, di singoli e di comunità.




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