E Berlusconi disse: Italia, si può… tornare a volare!

 Ci svendiamo, ci commissariamo o ci crediamo (in noi stessi)? Le tre opzioni in campo sull’affaire Alitalia sono la perfetta metafora del Paese. Siamo ad un bivio della storia economica occidentale. I processi finanziari e marcroeconomici spinti da una globalizzazione incontrollata ci stanno portando ai margini del sistema di potere. Siamo sempre meno competitivi, meno innovativi, arranchiamo con un carico di arretratezze strutturali e di appuntamenti mancati con i necessari processi di rinnovamento infrastrutturale e sociale. Dopo la stagione del ’92 con le grandi svendite (chimica e acciaio) e la svalutazione della lira, oggi si ripropone con il caso Alitalia un evento drammatico in termini economici e di appeal del paese. Svendere per sopravvivere mestamente o rifiutare l’offerta malevola dei francesi salvando l’orgoglio nazionale, ma lasciando morire la compagnia, svuotando di significato Malpensa e lasciando senza lavoro migliaia di lavoratori? Fino a qualche giorno fa le alternative su Alitalia erano solo queste due. Oggi c’è la terza scelta, grazie all’iniziativa di Berlusconi. Probabilmente la mossa del Cavaliere è dettata da esigenze elettorali (ne avevamo parlato giovedì scorso qui), ma nasconde anche un forte messaggio politico e sociale al paese e non solo elettorale, che va al di là del caso specifico. È una chiamata alle armi non solo rivolta agli imprenditori, ma in qualche modo al sistema paese. Un invito a credere che con la volontà e la competenza si può riuscire lì dove altri hanno fallito. Berlusconi sta parlando al paese, certo rinvigorisce il facile orgoglio nazionale e padano, ma soprattutto fa propria e rilancia su un tema concreto, facendolo divenire un punto focale dell’agenda mediatica ed elettorale, l’idea veltroniana del “si può fare”. Alitalia è un evento reale che coinvolge il nord, gli imprenditori, i lavoratori, i sindacati, il sistema Italia.  Su questo tema Berlusconi promette il miracolo che aveva smesso di inseguire all’inizio della campagna elettorale, quando parlava di sacrifici e di non essere un supereroe. Con Alitalia rilancia l’idea del miracolo. Ma lo fa non in modo generico,  come Veltroni (un nuovo boom) ma su un tema specifico. Su questo punto potrà essere giudicato ed in caso di successo dimostrerà in modo plastico la differenza fra il suo futuro governo e il governo Prodi. Non è solo comunicazione, è la mossa di un leader che si assume con coraggio, nonostante il vantaggio dei sondaggi, l’impegno di essere giudicato su una sfida precisa ed ardua, già al limite del fallimento. È una metafora del Paese. È un invito a credere che in Italia si può, tornare a volare! In tutti i sensi.


  1. Michele Perrone

    Complimenti Antonello, bel post! In effetti la tua analisi mi ha fatto vedere la cosa sotto un altro aspetto. Dobbiamo dare atto comunque al Cav che la mossa di lanciare la cordata ha smosso le acque fin troppo calme di una trattativa che era ormai diventata a senso unico. E questo è giusto certamente riconoscerlo… ciao🙂
    Michele




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