La Clinton, la tragedia di Molfetta e la lite con i radicali azzoppano la corsa di Veltroni.

Il viaggio in America di Veltroni per apparire sul palco di un Obama vittorioso e nominato candidato democratico alla presidenza degli Usa, diventa sempre meno probabile. Ieri sera la Clinton si è rimessa in carreggiata e vincendo in Texas ha di fatto rimandato la decisione dei giochi sulla nomiation alla convention di agosto del partito democratico.  Tempi duri per Veltroni. Dopo 15 giorni di grande corsa, inizia la fase di stagnazione della crescita, come rilevato dai sondaggi. Ma soprattutto è scattato un cortocircuito comunicativo su due temi essenziali: laicità e lavoro. La querelle con i radicali sui nove seggi sicuri riapre il tema della conflittualità interna alla coalizione che era una degli elementi di forza e di novità rispetto all’esperienza dell’Unione che il PD aveva posto come suo plus. Questa contraddizione diviene un elemento di grande sofferenza comunicativa, molto meno gestibile rispetto a quello sul riassetto televisivo aperto da Di Pietro nei giorni scorsi e subito rientrata. Sul tema del lavoro Veltroni con le candidature di alcuni leader di Confindustria del Nord, dell’operaio di Torino e della ragazza del call center aveva scelto di trasmettere l’idea che è possibile l’intesa fra lavoratori e impresa, fra Roma e il Nord. Ma la tragedia di Molfetta ha riproposto nell’agenda mediatica la presenza del governo Prodi (ddl sulla sicurezza del lavoro) e sancito uno scontro fra Confindustria e governo costringendo il PD, D’Alema in particolare, a prendere le difese del il Ministro Damiano. Berlusconi ha subito approfittato rilanciando sul piatto della contesa  la revisione dello statuto del lavoratori, per fare emergere ancora di più le contraddizioni nel PD sul tema lavoro e della crescita economica. Un assist per Bertinotti che di fatto è fra i maggiori competitori mediatici del PD proprio su questo tema specifico. Oltre la strategia in una campagna elettorale, dunque, conta la capacità tattica di affrontare gli imprevisti della cronaca e le evoluzioni dell’agenda mediatica che non sempre si riesce a gestire completamente.  La rincorsa di Veltroni ha subito uno stop evidente. Vedremo nei prossimi giorni se si tratta di uno stop and go, oppure di un “ritiro” . Di certo il viaggio per l’Italia del pulman vedere, difficilmente farà tappa negli Usa.


  1. fv

    non sono convinto del tutto che PD scenderà. Ritengo che passin passetto risalga sino a conquistare ancora una volta 1 senatore in più e sarà ancora miseria per tutti. Gli argomenti del PDL non sono ancora semplici ed incisivi, chiari, mancano di mordente.




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