Berlusconi e Veltroni, per conquistare gli indecisi parlare di futuro senza guardare al passato.

Il futuro governo fra pochi mesi sarà chiamato ad affrontare sfide difficilissime. Quella che giunge è una fase di passaggio strutturale della economia mondiale, con conseguenze pratiche e reali sulla vita di ogni cittadino del pianeta, ma soprattutto di noi occidentali, abituati dal 1950 ad uno standard di vita elevatissimo. La recessione americana non è uno spettro, ma un tornado che si intravede con tutta la sua forza devastante all’orizzonte. La crisi dei mutui della scorsa estate in confronto a quello che ci aspetta è stata una semplice tempesta estiva. Le dinamiche geopolitiche del controllo delle risorse energetiche da parte di stati pseudodemocratici o di vere dittature familiste dall’altra parte aggravano la situazione di dipendenza dell’Italia nell’approvvigionamento di queste materie prime. Il dollaro debole e l’euro alle stelle non aiutano il nostro comparto industriale nel consolidamento e nella conquista di nuovi mercati esteri. La macchina dello stato e la sua struttura sociale, arcaica e per troppi aspetti figlia di una visione corporativista, pesano come macigni ineludibili che impediscono un nuovo slancio della economia. Eppure la campagna elettorale appare chiusa in ottica ristretta di promesse e ricette troppo domestiche, senza respiro internazionale, senza il patos del momento cruciale che riguarda non un solo paese, ma un intera struttura interconnessa di stati, imprese e persone. Berlusconi appare fra i due contendenti quello che semanticamente più avverte la difficoltà reale del momento. E l’esperienza di 5 anni al governo lo ha fortificato nell’idea che lo Stato, qualsiasi maggioranza possa sostenerti, non è una azienda dove la decisione assunta diventa subito azione. Per assurdo colui che nel 1994 prometteva “un nuovo miracolo italiano” oggi dice che visti gli effetti della globalizzazione non è tempo di miracoli, che lui non è un supereroe e i singoli governi non possono incidere sulle dinamiche globali. Veltroni invece promette “un nuovo boom”, rievocando la retorica degli anni ’60 e facendo finalmente incontrare la sinistra italiana con il tabù della “crescita economia”. Veltroni ha bisogno della retorica dell’ottimismo, della probabilità che si trasforma prima in possibilità e poi in realtà. Si può fare, una Italia migliore, una rimonta impossibile, una politica nuova, un nuovo boom. Del resto la campagna elettorale è la festa democratica degli stati occidentali che si concedono giorni di euforia e speranza. Guardano al futuro per darsi la forza di affrontare il presente. I cittadini si assumono anche una fetta di responsabilità per il proprio futuro, compiendo la scelta fra una delle proposte in campo e decidendo chi li governerà per i prossimi anni. In questi momenti l’entusiasmo e l’ottimismo sono strumenti irrinunciabili. E pur di vincere si è disposti a promette quello che non si può rispettare. Berlusconi promette a quasi 30 anni dalla sua applicazione storica la classica ricetta liberale, quella di Reagan e della Thatcher che non attuò dal 2001 al 2006 per “colpa degli ex alleati centristi”. Una ricetta che rivoluzionerebbe l’architettura economica e sociale di una repubblica avvinghiata ai suoi privilegi di casta. Veltroni pensa agli anni ’60 e ci dice che si può fare come allora, un boom, un nuovo, ma questa volta vero, miracolo di crescita economica. Semanticamente, vediamo come i due candidati premier nei messaggi chiave della loro campagna per il momento più che guardare al futuro si rifanno uno a quello che fu e l’altro a quello che non è stato. Il futuro, l’archetipo di ogni campagna elettorale, appare qualcosa che non riusciamo ad immaginare se non con la prospettiva del passato. Chi avrà il coraggio di offrire una visione davvero nuova, scevra da ogni condizionamento culturale e ideologico, potrebbe ancora raccogliere il consenso di molti giovani e di molti indecisi. Ma per parlare a questi pochi, ma decisivi elettori, occorre che i due leader abbiamo il coraggio di usare una lingua e un messaggio nuovi, probabilmente incomprensibile ai molti che già li sostengono.


  1. perche’ non si comunicano i dati sulle possibilita’ di un grosso astensionismo?
    http://nonsolonapoli.blogspot.com

  2. antonellobarone

    grazie per il commento.
    L’astensionismo dai sondaggi viaggia su un dato fisiologico del 10/14%. Mentre gl indecisi nell’ultima settimana sono scesi di diversi punti. Credo che alla fine come sempre gli italiani andranno a votare.

  3. MAX

    Carissimi, voi parlate ma ho idea che sappiate poco o nulla: il precariato è sempre esistito: prima si chiamava CFL (contratto formazione lavoro); il ministro TREU attualmente nel PD con Veltroni e Prodi, ha creato quelli che io chiamo: precari bis che, vivono con la retribuzione oraria, senza tredicesima, malattia e ferie (nel 2007 il centro sinistra ha capito la cazzata che ha fatto ed ha concesso la malattia(con la franchigia di 4gg.)). So queste cose perché le ho vissute dal 2002 al 2007. Poi ho voluto provare ad entrare nel campo finanziario(ANCHE PERCHE’ NON RIUSCIVO PIU’ A VIVERE CON 700-800 €/mese).COMUNQUE A FARE SIMILE CAZZATA E’ STATO IL CENTRO SINISTRA con l’appoggio di Bertinotti, Giordano, Diliberto e tutti i comunisti; SENZA DIMENTICARE TUTTI I SINDACATI. NE AVREI DA SPARARE ANCORA SUI SIGNORI FALSI COME VELTRONI. Che Veltroni bloccava le lezioni alla Cattolica?

  4. MAX

    VI PARLA UN PRECARIO: NON VOTATE VELTRONI!!!!! CI HA TRADITI IL PD CI HA DETTO DEI BAMBOCCIONI solo perché viviamo con i genitori perchè non possiamo permetterci una casa nostra!!!!!!!!!!!!!
    Carissimi, voi parlate ma ho idea che sappiate poco o nulla: il precariato è sempre esistito: prima si chiamava CFL (contratto formazione lavoro); il ministro TREU attualmente nel PD con Veltroni e Prodi, ha fatto peggio, ha creato quelli che io chiamo: precari bis che, vivono con la retribuzione oraria, senza tredicesima, malattia e ferie (nel 2007 il centro sinistra ha capito la cazzata che ha fatto ed ha concesso la malattia(con la franchigia di 4gg.)). FONTI SICURE DICONO CHE NON ESISTE IL TESORETTO!! I soldi non ci sarebbero!!!So queste cose perché le ho vissute dal 2002 al 2007. Poi ho voluto provare ad entrare nel campo finanziario(ANCHE PERCHE’ NON RIUSCIVO PIU’ A VIVERE CON 700-800 €/mese).COMUNQUE A FARE SIMILE CAZZATA E’ STATO IL CENTRO SINISTRA con l’appoggio di Bertinotti, Giordano, Diliberto e tutti i comunisti; SENZA DIMENTICARE TUTTI I SINDACATI. NE AVREI DA SPARARE ANCORA SUI SIGNORI FALSI COME VELTRONI. Che Veltroni bloccava le lezioni alla Cattolica? Poi scusate la CINA CI CRITICA LE MOZZARELLE E PRODI HA PERMESSO ALLA CINA DI PORTARE I LORO PRODOTTI CANCEROGENI!!!! Grazie a Prodi il debito pubblico si è alzato e Veltroni lo difende!




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