Sondaggi, in silenzio Tremonti prepara la grande coalizione.

I toni iniziano a scaldarsi. Ma l’intesa di rispetto reciproco fra i due maggiori contendenti resta. Berlusconi negli ultimi giorni ha alzato il tono dello scontro dialettico. Ma i suo obiettivi non sono dentro il PD. Il primo attacco è stato rivolto contro Casini e il secondo contro Di Pietro. Berlusconi nel primo caso si è rivolto in realtà direttamente all’elettorato moderato, cercando di convincere gli elettori dell’Udc alla scelta del voto utile. Nel secondo  affondo, contro Di Pietro considerato il “signore delle manette”, ha cercato di alimentare l’eccitazione nel proprio campo elettorale che giudica l’ex PM una icona negativa della stagione politica dello scontro ideologico, dell’antiberlusconismo e del giustizialismo. Berlusconi e Veltroni tra di loro continuano invece a giocare di fioretto: “sondaggi irrealistici”  accusa l’uno, “forza di destra” ribatte l’altro. Insomma carezze in confronto ai temi ruvidi (conflitto di interesse, riassetto del sistema televisivo, giustizia, etc.) che scaldavano le precedenti campagne elettorali.  Da domenica, chiusa la partita delle liste e delle alleanze, la campagna prenderà una nuova accelerazione.  Si attendono azioni mediatiche più incisive da parte del PDL ( i gazebo per il programma basteranno?). Mentre il PD proseguirà il suo “viaggio” fra l’Italia con una scaletta di iniziative e azioni già ben delineata. Fra le iniziative più clamorose si vocifera di un viaggio americano di Veltroni per salire sul palco insieme ad Obama e poi uno in Spagna dopo il voto iberico per festeggiare la vittoria di Zapatero. Nonostante la presentazione del programma del PD e quella annunciata del programma del PDL, agli italiani è ancora poco chiara l’offerta politica sulle scelte che le due principali forze politiche attueranno una volta giunte al potere. Con la recessione americana alle porte, il dollaro in picchiata, il greggio alle stelle e la evidente incapacità dei governi occidentali di governare gli effetti della globalizzazione, la strada delle larghe intese prospettata da Tremonti appare molto più che una semplice ipotesi. “Non esistono ricette miracolose” dice oggi Berlusconi, nel 94 fece sognare l’Italia con il nuovo miracolo italiano. “Non sono superman”. “In caso di pareggio siamo disposti alle larghe intese”. C’è quasi un retropensiero per il leader azzurro. La possibilità di chiamare a raccolta dopo il voto e dopo la vittoria le forze responsabili del paese, il PD viene giudicato una forza “moderna ed europea”, per affrontare le incredibili sfide economiche e sociali dei nostri tempi. In campagna elettorale certo non si possono dire queste cose.  Occorre prima vincere e bene le elezioni, senza alleati scomodi a destra e al centro . Una volta a Palazzo Chigi lo “schema Tremonti” sarà però fra i primi dossier dell’agenda del nuovo premier.




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