Sondaggi a confronto, dove Berlusconi e Veltroni possono trovare “voti nuovi”

Analizzando gli ultimi 3 sondaggi  (Digis, Euromedia, Demos-eurisko) pubblicati con i dati riferiti alle intenzioni di voto degli italiani raccolte fra il 18 e il 23 febbraio, verifichiamo come l’omogeneità dei risultati è assoluta. Sappiamo come i sondaggi scontano un errore di approssimazione del -/+3,5%, (elezioni 2006 docet).  Volendo trovare i casi in cui lo scarto sul dato delle liste fra i diversi sondaggi supera il 3%, si scopre che non ve ne sono. I dati di maggiore differenziazione riguardano l’Udc (-2,2% Euromedia su Demos-Eurisko) e sul dato della coalizione PDL-Lega-MPA fra (3% Euromedia e Digis). Ma nel complesso l’indicazioni che emergono sull’ad oggi possibile esito elettorale, sono chiare. Prima. La crescita del PD è evidenziata da tutti i diversi sondaggi. Seconda.  Una espansione ulteriore del PDL rispetto al miglior dato attuale del 46,4% è improbabile. La coalizione di Berlusconi con la caduta del governo Prodi ha raggiunto il suo massimo grado di espansione. Oggi è fisiologico scontare qualche zerovirgola di flessione, sia ai danni della Destra, che al centro. Dall’altra parte è naturale che il PD abbia un processo di consolidamento del dato. Ma le distanze restano oggettivamente incolmabili alla Camera. Dove ogni o,4% equivale ad un milione di voti. Per far sì che Veltroni vinca la sfida è necessario che recuperi  oltre 2 milioni di voti in 45 giorni. Missione Impossibile. La difficoltà  evidente della rimonta non pregiudica però una aspettativa di speranza nelle fila del PD.  Per assurdo è proprio il sondaggio di Euromedia a lasciare accesa la fiammella della fiducia in Veltroni.  Euromedia considera al 9,5% i voti delle forze alla sinistra del PD (socialisti, Sinistra Arcobaleno PCL e altri partiti minori). Veltroni ha dunque un bacino di elettori ideologicamente contrari a Berlusconi da poter recuperare. Sono tutti voti targati centrosinistra. In più gioca un fascino di novità sugli indecisi che gli stanno settimana dopo settimana garantendo il trand di consolidamento. Da qui la sua scelta di virare a sinistra con le intese con i radicali e la candidature di Veronesi e dell’operaio di Torino e la rottamazione di De Mita. Guarda lì dove il voto  può essere conquistato, senza doverselo litigare con Berlusconi. Forse si scopre al centro e lascia insoddisfatti i cattolici e le gerarchie romane. Ma sa che quel voto non è detto che sia recuperato tutto e direttamente da Berlusconi. In mezzo fra PD e PDL oggi c’è Casini che al senato può svolgere un ruolo decisivo per lasciare aperta la partita in diverse regioni. Ripeto, missione impossibile, ma portata avanti con una logica e una strategia politica intelligente.   

 Intenzioni di voto alle liste – politiche 2008 – rilevazione 18-23/02 

Liste

Digis Euromedia Research Demos-Eurisko Diff.         -/+3%
La Destra 1,5 1,2 1,0 No
Popolo delle Libertà 38,2 40,6 40,5 No
Lega Nord 4,8 5,6 4,5 No
Movimento per l’Autonomia 0,4 0,2 0,4 No
Berlusconi 43,4 46,4 45,4 Si
Lista per la vita 0,4 0,5 No
Udeur 0,5 0,7 0,5 No
Rosa Bianca 1,2 1,2 o,9 No
UDC 6 3,8 6,1 No
Casini (?) 7,2 5,0 7,0 No
Partito Democratico 34,4 32,9 34,8 No
Italia dei Valori 3,9 3,5 3,4 No
Veltroni 38,3 36,4 39,0 no
Partito Socialista 1,3 0,8 0,7 No
Sinistra Arcobaleno 6,6 7,9 5,8 No
Partito Comunista dei Lavoratori 0,8 0,3 No
Altri partiti 0 1,3 0,1 No
Astensione 12,3      
Indecisi 7,8      

 


  1. Una cosa che continua a non tornarmi è come sia possibile che il PDL possa stare mediamente sul 40%, quando nel 2006 la somma dei partiti che lo componevano non andava al di là del 38% e alla luce di queste tre condizioni:
    1_ non c’è più la componente Storace, che vale circa l’1,5%.
    2_ è la 5a volta che si presenta lo stesso candidato, che certamente non ha più l’appeal di un tempo
    3_ non c’è più Casini che pur nel suo ruolo faceva involontariamente il gioco di Berlusconi, per cui qualche zero virgola di voti li ha certamente persi a vantaggio di FI.

    Secondo me il PDL alla fine si posizionerà al 37%. Scommettiamo?

  2. antonellobarone

    grazie per il commento; la tua analisi può esserre corretta, infatti come vedi il sondaggio digis è quello che posiziona il PDL al 38,2%. Ti consiglio di leggere anche la mia ultima analisi. ciao.

  3. i sondaggi di Euromedia mi sembrano inverosimili e ricordano quelli di Datamedia del 2001: enfatizzano il successo di Berlusconi, sovrastimano la sinistra radicale avversaria del Pd come all’epoca sovrastimavano Rifondazione Comunista avversaria dell’Ulivo. danno l’UDC sotto la soglia di sbarramento, per rafforzare l’invito al “voto utile” e deprimere gli elettori di Casini (per avvicinarli al Popolo della Libertà).

  4. Paolo

    A mio parere gli elettori, gli indecisi ma anche coloro che sino a qualche giorno fa erano propensi a votare i partiti più piccoli, voteranno in massa per le due maggiori coalizioni. A questo punto posso ipotizzare un successo del PDL tra il 49 e il 51%: il PD tra il 38 e il 39%; il resto alltre piccole formazioni quali Arcobaleno, UDC e la destra che non supereranno la sogli dell’8%.

  5. Comunque adesso è ora che aumentino un po le pensioni. Spero che il governo oltre la sicurezza aumenti un po le pensione agli Italiani!




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