Sondaggi, l’intesa al centro è la chiave di volta delle elezioni. Casini al 7%? Veltroni spera, Berlusconi chiude con Lombardo.

Il centro e la presenza di una autonoma forza cristiana nel panorama elettorale sono oggi al centro della riflessioni del Corriere della Sera. Con un editoriale di Ernesto Galli della Loggia  sull’identità dei cattolici e con l’osservatorio elettorale di Renato Mannheimer focalizzato sull’eventuale alleanza di centro Udc-Rosa Bianca. Da un lato l’editoriale riduce a mero, ma rispettabile, interesse politico di parte quello di Casini di offrire all’elettorato un partito che di fatto trova la sua ragion d’essere nella difesa dei valori cristiani (cattolici). Per Galli della Loggia questa scelta non ha però una “incidenza effettiva nella difesa di questa di identità cristiana”. Qui si consiglia la lettura. Dall’altro lato l’osservatorio elettorale della Ipso indica nel 24% il bacino potenziale di una forza intermedia fra PD e PDL che si collocasse al centro dello schieramento con un forte richiamo ai valori cristiani. Il bacino dei voti moderati è però conteso dalle due maggiori liste in corsa che di fatto si considerano forze di centro-moderate aconfessionali, ciò produce un effetto sui voti che dal potenziale 24% diventano reali a favore di questa forza centrista e cristianamente ispirata in misura solo del 6/7%. Un dato come più volte detto comunque molto interessante e forse decisivo, se confermato dalle urne, per diverse ragioni. Primo. Il sistema proporzionale della legge elettorale, superando come probabile le soglie di sbarramento, riconoscerà a questa forza centrista una cospicua presenza in parlamento e non solo di semplice tribuna. Secondo. Il dato elettorale nelle diverse regioni potrebbe essere decisivo per sovvertire le sorti dell’assegnazione dei premi di maggioranza al senato, come più volte abbiamo analizzato. Con l’alleanza PDL-UDC al senato si sarebbe verificato un 17-0 a favore di Berlusconi. Oggi con i dati forniti dai sondaggi pubblicati dagli istituti di ricerca la gara è ancora aperta in diverse regioni. Da qui i “ragionamenti di scuola” sulle eventuali larghe intese. Una ipotesi che potrebbe tornare di grande attualità il 14 aprile se effettivamente Casini e la nuova forza di centro in costruzione in queste ore ottenesse in diverse regioni l’8% al senato o comunque quei voti necessari per consentire al PD di non subire ovunque la sconfitta. Il voto utile è un tema dunque carissimo a Berlusconi, meno a Veltroni che sa di poter contare al senato su diversi voti a lui utili per evitare la disfatta: quelli al suo PD e tutti quelli contro Berlusconi (Storace, Ferrara, Mastella, Casini, Tabacci, Bertinotti , Boselli, Ferrando, etc.).L’accordo tra Berlusconi e Lombardo in Sicilia con apparentamento della lista MPA in tutto il mezzogiorno con il PDL era dunque da parte di Berlusconi una mossa obbligata e decisiva per rosicchiare ulteriori voti di centro a Casini. Se il popolo dell’Udc, come molti dirigenti a livello locale stanno già facendo, scegliesse alla fine di non seguire Casini in questa posizione intermedia, ma sentisse più forte il richiamo della visione bipolare del sistema politico italiano, allora non ci sarebbe davvero partita per Veltroni.




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