La vera sfida si gioca al senato. 9 regioni potenzialmente in bilico e Veltroni tifa Casini. Così il PD rinuncerà a parlare di “voto utile”.

Come detto nei giorni scorsi la questione del premio di maggioranza al senato diventa il cuore della campagna elettorale. Ora il tema arriva anche sulle prime pagine di giornali nazionali, vista la decisione ufficiale dell’Udc di correre contro i due maggiori partiti e ritrovare una intesa con le altre forze di centro (Mastella e Tabacci). I calcoli però appaiono ancora confusi. Sia La Stampa il 13 febbraio, sia oggi il Corriere della Sera, con la analisi di D’Alimonte e la sua mappa dell’assegnazione del premio di maggioranza al senato fanno un po’ di confusione. Occorre chiarezza. Primo. In due regioni (Molise e Valle d’Aosta) non si assegna il premio di maggioranza e in tutto si eleggono tre senatori; in Trentino-Alto Adige, il sistema è caratterizzato dai collegi maggioritari e non vi è premio di maggioranza aggiuntivo. Dunque queste tre regioni sono ininfluenti nel ragionamento sul premio di maggioranza regionale. Secondo. La decisione dell’Udc di concorrere contro i due schieramenti di fatto favorisce notevolmente Veltroni. Infatti questa scelta consentirà potenzialmente, visti i numeri del 2006, alla coalizione PD-IDV di vincere in due regioni, (Emilia-Romagna, Toscana), ma soprattutto di essere potenzialmente in vantaggio in altre tre (Basilicata, Umbria e Marche) e concorrere alla vittoria in altre 4 (Abruzzo, Campania, Sardegna, Calabria).  Nel caso di un accodo Berlusconi-Casini si sarebbe profilato un 17 a zero inevitabile. Oggi senza l’accordo UDC-PDL il premio di maggioranza al senato su base regionale è incerto in ben 9 regioni: il senato diviene il vero cuore della sfida elettorale. La scommessa politica a questo punto è una sola. Berlusconi crede che i voti dell’Udc siano voti naturalmente appartenenti al suo movimento. Casini fuori dal PDL è per Berlsuconi un leader senza voti. Se questa scommessa risultasse vincente non ci sarebbe più partita e anche quelle regioni sulla carta ad appannaggio del PD-IDV diventerebbero terreno di conquista del leader azzurro. A questo punto il cosiddetto voto utile sarà un liet-motiv che sentiremo solo dalle parti del PDL. Al senato il vero voto utile per il PD di Veltroni è quello che i centristi riusciranno a conservare o a rubare a Berlusconi.


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