La lunga notte del Molise

La lunga notte del Molise consegna al Paese un senso di incompiutezza. Cambiare è difficile. La protesta contro la politica si esprime con l’astensionismo e il voto antisistema, che paradossalmente diviene una sponda decisiva per il mantenimento dello status quo. Grillo offre una valida alternativa a tutti quelli che prima votavano scheda bianca o nulla e ai delusi dai partiti. Un 5% che risulta decisivo, come in Piemonte, ma che in realtà in questo caso contiene anche l’espressione di un voto politico di una certa area di centrosinistra esclusa dai grandi patti elettorali e che si è così vendicata di chi non ha saputo tutelarla nella fase delle alleanze. Ma il voto dimostra anche il forte radicamento sul territorio dei signori delle preferenze che continuano a popolare il centrodestra, rendendolo sul terreno della sfida proporzionale imbattibile. Alla fine Berlusconi può archiviare questa tornata elettorale con soddisfazione: esposizione mediatica nulla e vittoria risicata. Un piccolo sostegno dopo il voto di fiducia del 14 ottobre che rende la via verso natale ancora più agevole. Al Molise resta la consapevolezza che l’occasione del cambiamento per dare una direzione nuova al Paese è stata fallita. Probabilmente ancora una volta più per demerito di chi non ha saputo raccogliere attorno a se tutti i delusi, che sono la maggioranza, che non per merito di chi in minoranza si ritrova al potere!




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